Wednesday, June 07, 2006

SHOPPING


La giornata inizia bene, all’insegna del buon gusto. Sul treno ho davanti “Lady ippopotamo” che indossa un paio di graziosi pantaloni in felpina leggera sui quali spicca l’elegante scritta “perfect” proprio sul suo aggraziato fondo schiena, simile ad un Sony Trinitron 32” flat screen.
Penso che farò un salto da Blomingdale’s. Ho bisogno di un frullatore nuovo, il mio emette dei sinistri ululati che non fanno presagire nulla di buono.
Bloomingdale’s

e’ uno dei tanti santuari per lo shopping. Occupa un intero isolato tra la terza e la Lexington sulla quale spicca all’orizzonte il grattacielo della Crysler con la sua cupola argentata. Qui, in giro tra i suoi nove piani di tentazioni, le newyorkesi si affaccendano con l’intento di dilapidare patrimoni e si abbandonano all’uso sfrenato della carta di credito. In fin dei conti usare quelle tesserine magnetiche da’ l’impressione di non spendere nulla, e’ come passare il badge per entrare in azienda, zac... una strisciata…e centinaia di dollari si sono volatilizzati ma e’ completamente indolore.

Entrando si viene subito accolti da dei tizi in divisa che danno il benvenuto, qualcuno di loro accenna un sorriso, altri ti si parano davanti con il grugno di un bulldog al quale hai pestato una zampa, suppongo sia per via dello stipendio. Al pian terreno il sipario si apre sul reparto cosmesi e profumi, illuminato a giorno e ravvivato da un numero sterminato di specchi, dove una moltitudine di donnine si accapigliano per farsi truccare, specialmente dal truciolone biondo lampadato, addetto al dispaly di Bobbi Brown, che sfoggia un sorriso da soap opera. Tra un effluvio di Chanel n.5 e un mix di pelle conciata e tonico al cocomero, passo accanto al corner di Kiehl’s dove e’ stata parcheggiata una Harley Davidson blue cobalto e uno scheletro, a dimensione umana, annuncia che il 18 giugno si festeggia la festa del papà. Mentre attendo l’ascensore, continuo a ricevere delle zaffate non proprio a favore del mio naso e scrutando tra la folla noto questo omino abbronzato tutto intento a spruzzarsi addosso valanghe di profumi griffati senza nessun ritegno. Si prodigava con i nebulizzatori in mano inalando, deciso, la scia, quasi si abbandonasse all’ebbrezza di una pista di coca. Mi verrebbe quasi voglia di prendere la scala mobile e lasciare il vietnamita a cospargersi dei suoi liquami ma i frullatori sono al settimo piano e non ho intenzione di perdere tempo. Ah, eccolo che arriva, le porte in stile Liberty si aprono e posso finalmente lasciare quell’angolo nauseante. Compro velocemente un frullatore che ha l’aspetto di una rampa di lancio per sonde spaziali e quando ridiscendo il maniaco del profumo e’ ancora lì in preda ad una crisi mistica.
Quasi, quasi visto che sono qui e ho una mezz’oretta di tempo, faccio un salto da Barneys

, solo per dare un’occhiata, un altro tempio dello shopping selvaggio per portafogli gonfi.
Eccolo con la sua facciata immacolata e le tendine rosse.
Entro. Un altro benvenuto, un po’ più caloroso questa volta, immagino che gli stipendi, qui, siano piu' sostanziosi. Appena dentro, mi aggiro al pianterreno con aria curiosa e un tizio barbuto che sembra abbia dormito veramente male cerca di rifilarmi un paio di calzini di Antipast. Calzini a righe? Bah! Potrei mettermeli a malapena per andare in palestra, quella del rasta-cipriota.

Poco più in là delle deliziose mascherine damascate per riposarsi in aereo al prezzo, sicuramente conveniente, di $ 90. Niente male. Con la stessa cifra voli a Chicago.
Ma sì dai, faccio una capatina ad uno dei piani che offrono abbigliamento, ci sono pure i saldi di inizio stagione. Mi aggiro nella luce giallognola tra un completo di Prada e un pezzo d’arredamento di high-design, sto quasi per andarmene quando vedo un pezzo incredibile, una mise piratesca per sognare di fuggire assieme al Corsaro Nero: una maglia senza maniche con collo alto e la stampa di un teschio con fiocchetto in testa tempestato da zirconi rosa shocking. Un autentico Lucien Pellat-Finet, oggi scontato e acquistabile per la ridicola cifra di $ 1349.
Pensandoci bene, se rimango a digiuno per un paio di mesi potrei anche farcela ma rinunciare al caffé, no, non se ne parla nemmeno.
Ok, credo sia meglio uscire e volare verso mete più abbordabili. Goodbye.

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Non mi pare sia il massimo questo negozio....

2:30 AM  
Anonymous Anonymous said...

Mi hai ricordato troppo la protagonista di "I love shopping a NY".<---E' un complimento^^
Io in questi gg sono un'pò giù invece xché non mi piace il lavoro che faccio mi pagano pocherrimo e faticosamente sto comprando macchine ed obbiettivi fotografici(studio fotografia a una scuola comunale).
Vorrei riuscire ad accedere alle persone giuste e farmi conoscere..Girare il mondo non con le solite vacanze-lavoro(più lavoro che vacanza)ma da lavoratrice professionista con buon stipendio^_^.
Bon scusa lo sclero, mi ha fatto male fare una passeggiata a Via Margutta(Roma) l'altro gg ^_^;;;;
Un bacio

2:53 AM  
Blogger Nikita said...

paolo: credimi, per alcuni e' una ragione di vita.
sitril: ti prego non andare piu' in via Margutta! Con la grinta che hai sono sicura che il futuro riserba un sacco di belle sorprese per te. E' solo questione di avere un po' di pazienza e sognare, sognare, sognare.... Ricordati che se ci credi veramente, i sogni si avverano. A me e' successo un sacco di volte e "il miracolo" e' arrivato quando meno me lo aspettavo. Secondo me mi spiava e un giorno che ero distratta mi ha fatto la sorpresa. Buona fortuna.

2:38 PM  

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