Tuesday, February 14, 2006

CAFE' DO BRAZIL


Viste le condizioni atmosferiche non piacevolissime dopo il tramonto ma anche prima, ho deciso di fermarmi al Caffé Brasiliano per cercare di riattivare la circolazione dei miei piedi, bloccata ormai da un paio d’ore dopo aver trascorso un pomeriggio in stile San Bernardo a sguazzare sulla neve mai rimossa dai marciapiedi. Entrando, per un momento ho sperato che avessero un braciere, un caminetto, insomma qualcosa di caldo dove appoggiare le piante dei piedi e asciugare quella pozza d’acqua che si era infilata negli stivali dopo la lunga permanenza nelle nevi perenni, importate direttamente dal Kilimangiaro. Purtroppo ho scoperto che in Brasile non hanno quelle belle stufe in maiolica che hanno in Alto Adige, credo sia per un discorso di clima, percio', una volta scongelatosi anche l’ultimo pezzetto di neve, gli stivali si sono trasformati in due accoglienti paludi che mi hanno accompagnata fino a casa. In compenso, mi son detta: - qui dovrebbero servire del buon caffé.
Si narra, infatti, che il caffé brasiliano sia il più rinomato e conosciuto al mondo per la sua leggerezza e sapore soave. Così dicono. Ora non so se era per via delle paludi o perché non sentirsi più le dita dei piedi rende un po’ nervosi e da’ da pensare, per esempio sorgono domande del tipo: come faccio a capire se le scarpe mi fanno male? Ma il caffé non e’ che fosse tutta questa goduria di cui si parla tanto. Ok , sorvolando sull’espresso che alla fine era una brodaglia marrone, quando mi sono ritirata nelle toilette per controllare il livello di congelamento, ho trovato un ambientino grazioso ed istruttivo, naturalmente in sintonia con il caffé. Alle pareti oltre a delle stampe raffiguranti quei “poracci” dei raccoglitori chini sulle piante a raccattare chicchi dalla mattina alla sera, c’era anche un interessante cartello che riassumeva per punti la storia della bevanda marrone. Per non sfuggire a nessuno sguardo il cartello campeggiava davanti al water in modo che, anche in un momento di mancata inspirazione e penuria di stimoli, ci si trovasse qualcosa da fare per riempire quei momenti di defaillance.
Qui di seguito svelerò il contenuto del manifesto.

FATTI INTERESSANTI
• La prima caffetteria aprì a Costantinopoli nel 1475
• In Arabia il caffé veniva normalmente preparato dagli uomini e bevuto dalle donne per lenire i dolori mestruali
• Nel XVII secolo apre a Londra la prima caffetteria, a cui ne seguiranno altre conosciute con il nome di “Università del penny”, poiché era possibile acquistare una tazza di caffé per un centesimo e inoltre il frequentarle faceva apprendere di più che non andare alle lezioni universitarie.
• Nel 1686 apre il primo Caffé a Parigi, Le Procope, tutt’oggi in attività
• Nel 1909 viene prodotto il primo barattolo di caffé istantaneo
• Il caffé era ritenuto da alcuni cristiani la bibita del diavolo. Quando il Papa Vincenzo III ne venne informato, decise di provarlo prima di bandirlo. Gli piacque talmente tanto che disse: - E’ così buono che sarebbe un peccato che solo gli infedeli ne facessero uso!”

2 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Anche in Italia siamo informati della terribile condizione atmosferica che affligge NYC in questi giorni, ci arrivano immagini che farebbero sentire a casa un lappone!
Leggendo il tuo post mi chiedo: ma come hai fatto a trascrivere meticolosamente tutto quando riportato sul cartello? mentre aspettavi l'ispirazione avevi il portatile con te? :) Ciao Matteo

8:40 AM  
Blogger Nikita said...

Si, ho sempre il porttaile ma anche ...la mia macchina fotografica a portata di mano che e molto di' piu' di un occhio indiscreto!

8:47 AM  

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