Monday, June 26, 2006

ASCENSORE PER L'INFERNO


Signori e signore, ecco a voi Hell’s Kitchen in tutto il suo splendido degrado.
Questa zona che si estende tra la cinquantasettesima e la trentaquattresima, tra la nona e l’Hudson River, deve il suo nomignolo alla pacifica ed elegiaca atmosfera che vi si respira e grazie alla popolazione placida e mansueta che vi si stabili’ sin dalle origini, tanto da aggiudicarsi, alla fine dell’’800, il primo premio come zona con il più alto numero di omicidi ed essere, appunto, rinominata Hell’s Kitchen. Vi ricordate “West Side Story? Bene, l’ispirazione germoglia e prende forma proprio qui, dove la lotta per il dominio del territorio tra Irlandesi e Portoricani si e’ protratta per decenni.

Negli anni ha mantenuto alto l’onore, allungando la lista di crimini e misfatti ma da qualche anno, grazie all’insediamento di nuove categorie di abitanti, sta lentamente cambiando, nonostante mantenga una certa aria di losco e putrido, cominciando dalla carne in decomposizione esposta nelle squallide vetrine di una macelleria dallo stile demodè e dalla suntuosa sozzura e dove circola aria malefica prodotta dai ristagni di sangue fradicio.








Camminando, si incontrano strani tipi, dalla camminata ondulatoria e molle, che reggono sacchetti di carta e scrutano lo straniero con ostilità. L’odore di umidità si mescola con quello del curry che esce dai fast-food pakistani, unti e bisunti con le tendine appesantite dai depositi di grasso e i fiori di plastica appiccicosi ai tavoli. I palazzi, la cui manutenzione e’ un optional che s’innesca solo in caso di eventi straordinari dettati da calamità naturali e sciagure non imputabili alla volontà di nessuno, hanno scale antincendio arrugginite sotto le quali delle Pontiac malconce attendono di essere rimosse dall’ufficio d’igiene.

Alcuni capannoni, ormai in disuso dal giorno in cui venne attaccata Pearl Harbour, aspettano di essere demoliti per far posto ai condomini di lusso con vista sul fiume. Tra un deposito della FedEx e il super drive-in McDonald’s, ci si può anche imbattere in qualche nuova apertura con tanto di recensione Zagat in bella mostra sulla vetrina e menù in offerta al pubblico di passaggio. Ci sono, poi, i supermercati che vendono prodotti tipici provenienti dal Bel Paese, dai nomi altisonanti, tratti dall’immaginario collettivo del tipo “Grosseria Italiana” con i barattoli di pomodorini secchi sott’olio impilati sugli scaffali e la mozzarella di bufala.
Come dire, l’altra faccia di New York, butterata dalle pallottole del passato.

6 Comments:

Anonymous francesca said...

sembra la descrizione della barona o di quartoggiaro!!!
per fortuna ci vivo ben lontano!!!!

bonne journée!

6:41 AM  
Blogger marica said...

ahhh lo ribadisco...scrivi in modo sublime!!!
che bello quando ho tempo prendersi una boccata d'aria tra queste righe!!!

5:33 PM  
Blogger Nikita said...

francesca: eh, eh, bei posti dove andare a passeggiare. Buona giornata anche a te.
marica: grazie e ancora grazie. Troppo gentile. Io adesso vado a prendere una boccata di aria condizionata, qui si boccheggia e ho chiuso le finestre perche' sono arrivati gli amici della rimozione rifiuti. Si salvi chi puo'!

12:19 AM  
Anonymous Paolo said...

Mi ricorda vagamente la descrizione dei quartieri spagnoli a Napoli

:-)

9:44 AM  
Anonymous vania said...

hola! mi sta venendo una gran voglia di aprire un blog! il tuo mi stimola la creatività!
ciao nikita

1:12 PM  
Blogger Nikita said...

paolo: gia', nei quartieri malfamati si respira piu' o meno la stessa aria.
vania: beh, penso che dovresti farlo. Suvvia!

10:08 PM  

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