Friday, June 23, 2006

CONCERTO A SORPRESA


Ok, e’ arrivata l’estate. E con ciò? Non e’ che perché il 21 di giugno si festeggia il solstizio d’estate ci si debba rosolare come la porchetta da quel momento in poi. Non e’ solo una questione di temperatura, e’ più una questione di cappa dalla portata fenomenale, in grado di far accumulare tanto di quel sebo nei pori da ricreare la città di NYC in un plastico 1:1.
Allietati dal clima della foresta pluviale e rallegrati da una spessa coltre di nuvole che rende l’aria irrespirabile, talvolta e’ necessario infilarsi in zone chiuse, per poter prendere una boccata d’aria condizionata. Così, dato che ero nei paraggi, sono andata a rinfrescarmi al Time Warner Center

, mega centro commerciale aperto l’anno scorso, dove e’ anche possibile fare uno spuntino al self-service di Whole Foods Market. Vi confesso che non e’ male. La scelta e’ incredibilmente vasta, in grado di soddisfare tutti i palati e tutti gli addomi.
Finita la mia pausa pranzo e riattivata l’ossigenazione del sangue, stavo per andarmene, quando vengo richiamata da una serie di urla strazianti che arrivano amplificate dal secondo piano. Mi viene quasi un attacco di panico, dal momento che il complesso e’ composto da due torri di cristallo, non so se rendo l’idea…, poi vedo che una piccola folla si e’ riunita nella hall e sta a guardare con il naso per aria un ammasso di umanità delirante sul ballatoio del mezzanino. Bin Laden non centra, e’ un concerto rock. I Keane

si erano appena presentati sul palco e una gang di teen-ager a piede libero, causa vacanze estive, ha perso il controllo della faringe, abbandonandosi a dei lunghi latrati. Devo dire che e’ stata una piacevole sorpresa. Chi se li aspettava i Keane al Time Warner? E per di più gratis! Già, son quelle cose che quando ti capitano ti senti felice e soddisfatta e potresti mandare a quel paese il mondo, tanto chi se ne frega, ho appena visto i Keane ! Venti minuti di sana musica, con pezzi tratti dal loro ultimo album “Under the Iron Sea”, godibili, freschi ….Certo che se Tom si mettesse un po’ a dieta…, insomma, voglio dire, qualche chilo di meno per saltare sul palco non fa mica male…ok, ok, non mi dilungo in commenti irrilevanti.

7 Comments:

Anonymous Felson said...

Visto che siamo in argomento volevo chiederti una cosa, una curiosità che ho. Di New York abbiamo da sempre l'immagine di una città vitale, sempre viva, attenta e laboriosa, intendo culturalmente. In particolare musicalmente l'idea che ci arriva qui è quella di un paradiso terrestre: tanti gruppi, tante idee, tanta musica. E pensando ai gruppi di New York, beh sono davvero infiniti (e almeno la metà di ottimo livello): a partire dai Velvet Underground, Television e Ramones, passando per i Sonic Youth e le derive fieramente hardcore e punk anni 80, ai gruppi odierni, Liar, Oneida, Nada Surf, Strokes, la Jon Spencer Blues Explosion (sia sempre lodata), questi sono solo i primi che mi vengono in mente. Per non parlare della scena rap/Hip hop... Ma è davvero così? E' davvero un proliferare di gruppi, di tante serate, c'è davvero l'imbarazzo della scelta? Si può assistere a concerti su concerti, da quelli grandi (gli eventi), ai tanti gruppi che suonano nei club medio piccoli e che sono sempre meglio delle big band (o così si dice... sai il fascino dell'indie)? Per non parlare dei gruppi che sono in tour e fanno tappa a NY... Insomma è davvero un posto così elettrizzante? Sono conscio che l'immagine che abbiamo è spesso esagerata, ma volevo il tuo parere (e scusa la prolissità).

1:17 PM  
Anonymous lucia said...

dio mio io il cantante me lo ricordavo così secco nel video..poveretto. prossimo parente della cicciobomba del ventre di prima...

7:41 PM  
Blogger Nikita said...

felson: direi proprio di si'. L'imbarazzo della scelta c'e' e talvolta ti senti quasi incapace di prendere qualcune decisione per l'incredibile varieta'. Specialmente in estate, i concerti sono ovunque: nei parchi, nei centri commerciali, nelle piazze. L'altra mattina alle ore 7.00, per esempio c'era Prince che si esibiva a Bryant Park e Nelly Furtado al Rockefeller Center. Quello che non mi piace e' lo spirito. Quando vai a vedere un concerto in qualche locale, c'e' sta cosa del drink che proprio non sopporto: la tipa che ti sta col fiato sul collo per farti consumare e poi il fatto che due secondi dopo che il concerto finisce devi sloggiare perche' c'e qualche d'un altro che si esibisce. Insomma, non hai nemmeno il tempo di scambiare due commenti davanti una sana birra. In questo senso preferisco la vecchia Europa e mi mancano i mitici festival rock europei.
lucia: della serie piccoli uomini ingrassano.

11:37 PM  
Anonymous Oby81 said...

Anche a me non dispiacciono i keane. anche se ho in qualche modo il sentore che il nuovo album non sarà bello come il precedente. Cmq è uno scandalo, tu inciampi sui keane mentre te ne vai a comprare una pagnotta al supermercato, io se proprio mi impegno forse ho qualche possibilità di incontrare Cristina D'avena!!

5:49 AM  
Anonymous Felson said...

Concordo con Oby81... un mio amico a New York ha incontrato Iggy Pop in giro per strada, io al massimo Fausto Leali in farmacia o Gennaro (di Gennaro e Luis) in metropolitana...

7:59 AM  
Blogger Nikita said...

oby81+felson: bene, allora vi aspetto a New York.

9:38 AM  
Blogger Margherita Antinori said...

Keane va bene anche paffuto.
Un giorno a Londra mi sono scontrata con il fratello cattivo degli Oasis, non se lo filava nessuno...però non ha cantato.

9:20 AM  

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