Friday, October 20, 2006

MOMENTI DI RIFLESSIONE


Oggi e’ un venerdì di quelli uggiosi. Quelli che ti fanno presagire un week-end da pensionato: tè caldo, il giornale, una partita a briscola. Classiche giornate da virtuoso del plaid. Degli alberi rimane ben poco, se non il tronco e dopo il vento che si e’ alzato, probabilmente manco quello. La bora di Trieste a confronto e’ un vento a regime di brezza.
E naturalmente… eccola lì …l’antidoto all’intrepidezza, la pulzella d’Orleans dei pusillanimi: la giapponese con l’ombrellino rosa dalle ruches di pizzo che non sa come procedere, bloccata in mezzo al marciapiede che fa le faccette manga. Una bordata un po’ più violenta e verrà spazzata via come un covone. Adesso si e’ messa di schiena e spinge come se dovesse chiudere la porta blindata di un caveau. Santo cielo che sforzo! Sta per procurarsi un’ernia. Ohi, Ohi una folata si e’ infilata in mezzo alle gambe a ferro di cavallo e ha divelto l’ombrello. La fatina del sol levante si fa coraggio, punta i piedi per terra, mette su la faccia di Sailor Moon e ci riprova di petto. La folla le passa accanto con disinvoltura.
Credo che andrò al supermercato. Non si sa mai potrei rimanere bloccata in casa per il formarsi di un ciclone nella tromba delle scale o ancora peggio una tempesta di sabbia potrebbe sconvolgere radicalmente l’assetto urbanistico del paese.
Stop! Stop! Stop! Scusate il flashback ma ritorno sulla giapponese. Cosa diavolo ci faceva con l’ombrello aperto mentre non pioveva? No, voglio dire, son domande che uno si pone dopo aver assistito ad una scena del genere. C’era vento ma non pioveva…bah!. Tokyo Decadence…
Eccomi dentro al supermercato modello Yugoslavia con le corsie dal tipico stile della mulattiera sarda e le gondole straripanti di prodotti non meglio identificati, potenzialmente tossici o per lo meno allergenici.
Rimango sempre perplessa, quasi stordita, forse basita davanti allo show del cibo trash. Nomi ingeniosamente costruiti per far aumentare la salivazione inviando al cervello sms subliminali. Misteriosi barattoli dal contenuto oscuro stipati con brio caotico nell’angolo dell’allocco. Per farvi un esempio e far scaturire nei vostri cervelli un desiderio ossessivo di cibo, vi butto lì questa chicca della cucina messicana, la “Mole verde”. Il suo nome potrebbe ricordare la Mole Antonelliana ma il colore e’ quello del trifoglio in stato di arsura, la consistenza della maionese, l’uso poliedrico: dagli impacchi per capelli per disfarsi del pelo superfluo, alla creazione del calcestruzzo, al ripieno per il tacchino. Tre, come i tre Moschettieri, gli snack per la salute e la salvaguardia del fegato che mi sento in dovere di segnalare: la pelle di porco fritta, gli anelli di cipolla fritti e le patatine fritte in salsa barbecue, una specialissima salsa dal sapore affumicato come quello di copertoni bruciati. Sarebbe una grave mancanza non aggiungere alla lista, le mellocos, patate novelle equipaggiate di buccia e stipate in barattoli di vetro immerse in salamoia, nonché la panela, un blocco sferoidale di zucchero di canna con lo stesso coefficiente di assorbimento e peso specifico dell’alabastro.
Ma cosa succederà, poi, di tutta quella roba una volta infilata nell’esofago e atterrata nello stomaco?
Ora, con l’acquolina in bocca, dopo aver passato in rassegna tutte queste delicatezze made in Usa, mi dirigo verso il display della pasta, una scatola di pelati e oplà …cena mediterranea.

12 Comments:

Anonymous masso said...

Posso solo usare tutta la mia compassione...pensa che la mia amica mi porto' da un viaggio negli States, per riderci su, un barattolo di "Italian spaghetti's with sauce": non avremmo MAI dovuta aprirla. A parte la puzza (allo strappo della linguetta, fuoruscì una nube tossica...), sembrava che il contenuto della lattina provenisse direttamente da un set di Wes Craven.....

3:07 AM  
Anonymous magosilvan said...

Gli anelli di cipolla fritti non sono male, se li friggi tu al momento, certo. La giapponese forse testava un nuovo mezzo di locomozione.

5:17 AM  
Blogger francesca said...

@ masso anch'io ho avuto la terribile esperienza degli spaghetti in barattolo però in loco (uk)...
"may i cook spaghetti for u tonight?"

gli onion rings invece, beh, li adoro!
in dosi moderate, s'intende ^_^

7:52 AM  
Anonymous Felson said...

Ma com'è la faccia da Sailor Moon (la scena della giapponesina mi ha fatto sganasciare)?

10:56 AM  
Anonymous gattasorniona said...

Io sono una "virtuosa del plaid" e pure una "maestra di trapunta". E da poco è cominciata la stagione per queste due attività! Amo gli onion rings, che buoni. Pensa (non c'entra nulla con gli anelli di cipolle) che qualche mese fa ho ospitato un amico australiano per un paio di settimane. È voluto andare a fare la spesa lui per timore che gli propinassi soltanto pasta, era terrorizzato solo dall'idea...

7:45 AM  
Anonymous Oby said...

Un momento di autocommiserazione per la povera giapponese, spero almeno che dopo l'immensa fatica oggi non sia a casa con il collo bloccato da una paralisi per via del vento!

9:34 AM  
Blogger Nikita said...

masso: boxing the Italian cuisine...
magosilvan: sono d'accordo sugli anelli di cipolla. Quale mezzo di locomozione? Quello usato da Mary Poppins?
francesca: come dice il magosilvan gli anelli di cipolla sono buoni se fritti al momento, quelli nel sacchetto tipo chips lasciano... un po' di amaro in bocca.
felson: hai presente la faccia che disegnano ai fumetti giapponesi sotto sforzo? Quella con gli occhi a fessura e le goccioline di sudore che schizzano dalla faccia? Sono gia ridicoli sullo schermo. Ora prova ad immaginare la scena dal vivo e fatti un'altra risata.
gattasorniona: eh, ti capisco. A volte quando invito amici americani doc a cena, poi mi pento perche' se non c'e' l'hamburger con la patatine non mangiano nulla.
oby: chissa' se e' arrivata a casa.

1:37 PM  
Anonymous Felson said...

Auahauahauahauahauah (ecco l'altra risata:-)

1:46 PM  
Blogger Nikita said...

felson: che bello! sei di buon umore.

3:22 PM  
Anonymous Felson said...

Eh, ogni tanto ci vuole!

5:23 PM  
Blogger Nikita said...

felson: hai passato una bella domenica?

5:56 PM  
Anonymous Felson said...

Hmmm... insomma, la domenica pomeriggio ha tentato di uccidermi di noia. Mi sono rifatto con una serata tranquilla ma divertente tra amici.

1:11 PM  

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