Thursday, August 10, 2006

DEAN & DELUCA


Veloce sosta per un caffé da Dean & Deluca.

Mi infilo nella corsia preferenziale caffe’, muffins e simpatia. La gang dietro al bancone ha ben altro da fare che starti a sentire, per cui l’attesa si allunga, mentre una delle ossequiose commesse sta spiegando alla collega come farsi i boccoli alla Shirley Temple. Con una smorfia, che le fa assumere l’espressione di chi ha appena fatto un ictus, la premurosa ragazza prende l’ordinazione. Il tempo di leggere le notizie sul New York Times e il caffé arriva. Mi dirigo al tavolo-solo-posto-in piedi dove la sosia di Whoopi Goldberg sta lavorando una fetta di torta alle carote glassata con la precisione di un chirurgo, riducendola a fettine dello spessore del prosciutto di Parma che gentilmente afferra con due dita mentre le si sbriciolano sulla tunica bianca, lasciandola esterefatta e affamata. Graziosa la giapponesina dalle sembianze di un ectoplasma con taglio assimetrico e confuso, come se fosse inciampata su un decespugliatore che cosparge di zucchero un bicchiere di cubetti di ghiaccio diluito al tè di crisantemi bianchi aromatizzato alla mora cinese.
Dean & Deluca e’ la mecca del cibo europeo, i cui prezzi fanno trasalire. Mette una certa ansia sapere che il mezzo chilo di caffé Hawaiian Kona extra fancy pagato $40 dollari verrà velocemente espulso dall’apparato urinario per mescolarsi a qualche ignobile brand, tipo il caffé Pilon. Insomma, voglio dire, ci si aspetterebbe, almeno, un condotto preferenziale, invece no, tutto finisce nello stesso contenitore.
Non mi sono mai arrischiata a controllare i prezzi nel reparto ortofrutta ma ho notato che ci sono sempre degli aitanti gladiatori che sorvegliano sui pomodori gialli e l’uva champagne. Mentre la musica classica in sottofondo diffonde nei cervelli teneri la serenità di Mozart e Chopin, la clientela vaga con il carrello pieno e lo sguardo assorto tra i biscotti della Moldavia e la marmellata al mirtillo selvaggio dell’Alpi di Susi, dimenticandosi completamente dello scoperto in banca. Sono tutti contenti, inebriati dal profumo del gorgonzola dolce e il pecorino sardo, anche il viados in abiti da beduino e cappello da cow-boy che sniffa le rose dal display alla ricerca di un po’ del romanticismo perduto, tranne i mastini al banco dei salumi, quelli mai, loro si lisciano i canini con la carta vetrata, specialmente il buzzurro con gli occhialetti da mefisto che risponde con dei ruggiti alle richieste dei clienti. Non e’ chiaro se una fetta di sopressa della Val Camonica gli e’ andata per traverso o gli si sono arrotolate le corde vocali attorno all’ugola mentre cantava sotto la doccia.
Intanto, in piedi, con il naso sulle vetrate che guardano Broadway, i turisti mangiano sushi, abbellito da foglie di plastica.

11 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Ahahahahah, sei sempre il solito spettacolo! Però dovevi fare una foto alla giapponesina, tutt'al più che era carina!

8:21 AM  
Blogger Nikita said...

felson: mancanza di riflessi. Non per niente sono andata a farmi un caffe'

3:46 PM  
Anonymous Anonymous said...

A leggerlo così, e riallacciandomi al post sui vicini, sembra che tu stia vivendo in una lavatrice impegnata in centrifuga....vedi che era meglio il mio Krifi, come caffè?

A proposito di calura, qui oggi ha piovuto e ci sono, in questo momento, 23°, non male.
Buon w/e!

5:13 PM  
Blogger Nikita said...

masso: direi che ho lo stile di vita di un frullatore. Perlomeno economicamente parlando, confermo che era molto meglio il tuo caffe' Krifi.
Anche qui la temperatura e' piacevolissima. Buon week-end anche a te.
michele: Grazie per il tuo ps, mi fa veramente piacere. In quanto a stipendi sono sicura che non guadagnano molto. Gli stipendi per quel tipo di lavoro non sono un granche'.

11:58 PM  
Anonymous Anonymous said...

Ma la sosia di Whoopi Goldberg aveva lo stesso cappellone gigante come in StarTrek? ;-)

2:59 AM  
Blogger regina grimilde said...

ahah...adorabile come sempre... i tuoi frammenti di decadenza metropolitana sono fantastici!

1:00 PM  
Blogger Nikita said...

lunellarete: no, ma aveva un cespo di treccine incerate.
marica: grazie. Le stranezze sono cosi' tante che le affronto con ironia.

7:51 AM  
Anonymous Anonymous said...

Sembra di farsi un caffè dentro a un caleidoscopio.
Viene da chiedersi chi sia mai il grande manovratore dell'oggetto misterioso, che miscela persone così diverse e lontane...

In un paesino del veronese ho scoperto una vecchietta che conduce un'azienda di torrefazione di caffé. Una meraviglia acquistarne e, soprattutto, ascoltarla.

Quando siamo in vena di sciali, ci facciamo una trentina di chilometri e andiamo ad acquistare smodati quantitativi del tipo più dolce e ce lo facciamo macinare al momento.
L'auto conserva il profumo per giorni. E tutto intorno sembra vagamente brasilero.
Un saluto.
colfavoredellenebbie

1:33 PM  
Blogger Nikita said...

colfavoredellenebbie: sempre piacevoli i tuoi interventi che ci lasciano con una piacevole sensazione addosso. Grazie

7:48 PM  
Anonymous Anonymous said...

Leggerti è un 'esperienza esaustiva...sarebbe possibile un post da Serendipity?
Grazie.

5:34 AM  
Blogger Nikita said...

anonimo: sì, penso si una buona idea. Sarà, però possibile, dopo le vacanze...per cui a settembre. Grazie per il suggerimento.

5:08 PM  

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