Wednesday, April 26, 2006

LETTURE IMPEGNATE


Un essere umano quando compra una rivista vorrebbe, sì sicuramente, guardare delle belle immagini con della bella gente, bei colori, bei vestiti, sì, dare un’occhiata a cosa offre il mercato in termini di novità assolute in fatto di sneakers e gadgets inutili, ma poi anche poter leggere qualche articolo, magari leggerino ma che acchiappi, che tenga impegnati i neuroni per un po’. Qualcosa, del tipo perché Alice si mette a seguire un coniglio bianco anziché una vacca arancione o una pecora lilla? O perché a Kierkergaard non andava a genio Hegel? Era forse troppo brutto per i suoi canoni estetici? Insomma qualcosa che ci aiuti a colmare quelle lacunette di cultura generale lasciate vuote dai tempi della scuola e ci intrattenga con fresche letture visionarie.
Così, animata da una feroce sete di sapere, mi lancio alla ricerca di una rivista che mi accompagni nel mio pellegrinaggio verso casa a bordo dei potenti mezzi della MTA. Ne passo in rassegna una decina ma ci sono sempre le solite facce in copertina e non voglio deprimermi con le lacrime di Jennifer Aniston, poi vedo un bel titolo a caratteri Trebuchet dorati – Vixen - e decido per l’acquisto.
Sì, lo so, non si dovrebbe stare a guardare il pelo sull’uovo (detto fra di noi, non ho mai capito se il pelo era sul guscio o all’interno o sull’uovo già cotto), in ogni caso mi sono ritrovata fra le mani un tomo di 144 pagine, di cui 67 di pubblicità pura e una ventina di promozione prodotti con breve editoriale. Se si escludono le 4 pagine con appendice, elenco staff, lista agenzie pubblicitarie ecc, la pagina della posta a cui dare fuoco direttamente sul treno, le pagine dedicate agli indirizzi, la pagina da compilare per ricevere la rivista in abbonamento, un servizio di moda con abiti selezionati dal guardaroba di mia nonna ormai ottuagenaria, non e’ rimasto molto spazio per gli articoli.
Quei rarissimi esempi di attività giornalistica comprendevano un reportage sulla modella in copertina e alcune interviste degne di Pulitzer con intervistati dal quoziente intellettivo al di fuori della norma, se paragonato a quello di un orbettino.
Quattro dollari spesi bene e un’esplosione di attività celebrale.

13 Comments:

Anonymous Paolo said...

Beh se mi sai indicare una rivista interessante la compro subito.
In riguardo alla stampa USA non sono preparato. Cerco di leggere e sopratutto capire il sito del NY Times.
Comunque sei caduta nel tranello perchè dalla copertina è palese che trattasi di rivista di moda e non è che potevi aspettarti molto!

Baci

PS Ma la J. Aniston piange ancora per Brad? Ed io cosa dovrei dire che mi sogno Angelina Jolie tutte le notti! Ho tutti i suoi calendari ed il massimo che posso fare è immaginarmela nel mio letto e basta!!!

12:31 PM  
Blogger Nikita said...

Che ce vi vuoi fare! Si va per tentativi.
Mi piace leggere WIRED, BUSINESS WEEK, NEW YORK, al momento non me ne vengono in mente altri.
J. Anniston e' un po' piagnucolosa, a detta dei giornali ma va tutto preso con beneficio d'inventario.
Povera Angie! E' nei sogni di molti uomini. Come fara' ad accontentarli tutti!

1:03 PM  
Anonymous Felson said...

Lo so, sono l'unico, ma la Jolie non mi piace. Che ci posso fare? Tra le varie ex del signor Pitt Brad preferisco di gran lunga la Gwyneth (meno volgare e più di classe)-
p.s: svelaci cosa c'era nella rubrica della posta, piuttosto!!

3:36 PM  
Blogger Nikita said...

Gente indegnata per un articolo apparso in un numero precedente in cui, suppongo una modella, affermava di non essere soddisfatta del proprio corpo. A questo punto donnicciole che ingurgitano hamburgher tutto il giorno e ne vanno fiere, dichiaravano di essere "in love" con i propri corpi dallo stile Boteriano. Chi sa se sono orgogliose anche degli ultimi risultati degli esami del sangue.

4:41 PM  
Anonymous Oby81 said...

Guarda, qua in Italia la situazione non è di certo migliore, almeno li si parla di moda, qua è tutto un rincorrere i vip (che poi non è che sei vip e allora le riviste ti seguono, no, le riviste ti seguono e allora diventi vip, qua funziona così) con le loro vite banali e noiose. Ma forse serve per far dire a noi che le nostre vite sono ricche di eventi fantastici, almeno noi ogni tanto facciamo la spesa :/

7:14 AM  
Blogger Nikita said...

oby81: e' un bel concetto quello che hai espresso, "noi gente comune con le nostre vite fantastiche e intense" . Mi e' piaciuto un sacco e credo tu abbia ragione.

9:08 AM  
Anonymous Felson said...

noi gente comune con le nostre vite fantastiche e intense
La mia fa cagare...

3:06 PM  
Blogger Nikita said...

Non vorrei essere indiscreta ma perche' fa cagare?

10:38 PM  
Anonymous Paolo said...

Beh anche la mia vita fa un pò cagare. Mi sono separato nel 2005 e non mi piace molto vivere a Milano. E' difficile allargare il giro delle amicizie. Io sono di Napoli e dalla mie parti è più facile fare nuove conoscenze. A New York com'è la situazione??

PS Ieri sera sono andato a vedere il film di Spike Lee "Inside Man": UN GRANDE!!

6:09 AM  
Blogger Nikita said...

A New York e' ancora peggio. Integrazione? Un miraggio. La parola giusta e' ghettizzazione. Coltivare le amicizie e' cosa durissima perche' ognuno si fa' gli affari propri e poi si lamenta che soffre di solitudine, tutti di corsa a cercar di fare soldi, un paio di divorzi alle spalle, magari con figli e il conto dell'analista da pagare.
Ci sono, pero', le eccezioni e sono onorata di averle incontrate.

8:23 AM  
Anonymous Paolo said...

Allora cara nikita tutto il mondo è paese. Strano perchè i miei due amici dicono quasi il contrario e che gli italiani sono molto apprezzati. Boh chi ci capisce niente.

9:23 AM  
Anonymous Felson said...

Non vorrei essere indiscreta ma perche' fa cagare?
Non sei indiscreta, figurati. Diciamo che è un periodo un po' no, uno di quelli in cui un po' tutto va per conto suo, ma non nel verso propriamente giusto. La parola chiave è sottostimolazione. Poi non mi addentro nei parrticolari perchè farei la figura del lamentoso...

12:18 PM  
Blogger Nikita said...

paolo: non so se i tuoi amici vivono a NY oppure ci vanno spesso ma sono due situazioni completamente diverse. Andarci spesso significa vedere la parte piu' esilerante e fare in modo che le persone si rendano disponibili perche' il tuo soggiorno e' a termine. Viverci e' cosa ben diversa. Non fraitendermi, non e' che sto male qui ma come succede in tutte le grandi citta', e' facile perdersi.
felson: la vita e' fatta di cicli e ricicli cosi' come la storia e come affermava B.Croce non ci sono eventi cattivi e eventi buoni, ma solo eventi buoni, una volta che si e' compreso il loro significato all'interno del processo. Per cui penso che ad un periodo che definisci negativo se ne contrapporra', molto presto, uno che definirai positivo e stimolante e cio' dipende anche da te e a quanto tenacemente ti sbarazzi dalle vibrazioni negative combattendole con quelle positive. La musica e' una buona terapia se scegli quella giusta ...

3:03 PM  

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