Monday, May 01, 2006

IL SABATO DEL VILLAGGIO


Dal momento che il primo di maggio non si festeggia, quindi niente ponte e in generale niente ponti da queste parti, si lavora e basta e poi quando proprio si e’ all’estremo delle forze ci si prende un bell’anno sabbatico per scoprire come si e’ evoluta la società dopo anni di esistenza da pensionato, ad ogni modo – dicevo - niente festeggiamenti per il giorno dei lavoratori, week-end nella norma. Visto il ritmo serrato, durante il week-end si aspira a starsene in panciolle a meditare al passaggio delle nuvole e a sperimentare ricette della "nouvelle cuisine" nipponica. Così, per onorare il sacro rito del fine settimana, me ne stavo sdraiata sul mio super divano che dopo meno di un mese dall’acquisto ha cominciato a disintegrarsi, ma questi sono solo dettagli irrilevanti, insomma, me ne stavo sdraiata a godermi la brezza tiepida del primo pomeriggio. Mentre mi immergevo nella lettura di “Domande Zen”, improvvisamente, come un tuono che squarcia il cielo, vengo stordita da quello che sembra il segnale sonoro del Titanic, un suono lungo senza pause che scuote le sinapsi come fuscelli in preda ad un uragano. Dopo alcuni minuti di questo piacevolissimo trauma acustico, mi affaccio alla finestra per capire se sono le trombe che annunciano l'apocalisse o e’ il solito individuo dotato di un’intelligenza straordinaria.
Un simpatico omuncolo con la stessa stazza di King Kong e’ alla guida del mezzo, un’autoarticolato dalle dimensioni di un transatlantico, e non accenna a rilasciare la sua delicata manina dal clacson. Dopo circa tre minuti ininterrotti di esposizione del timpano alla piacevole melodia, un’ardito alla finestra grida al bisonte in canottiera, che se ne sta a sfumazzare in cabina assicurandosi di tenere ben premuto il clacson, di smetterla. Con fare molto rilassato, l’uomo di Neardental dalla fronte sfuggente osserva il suo auditorio di incazzati che lo stanno ad osservare dalle finestre e replica con squisita eleganza, da cui si evince il suo passato da studente ad Oxford: - e io dovrei restare bloccato qui? - e riprende imperterrito l’esecuzione di un pezzo rap per didgeridoo e corno doppio.
Intanto l’ostacolo, rappresentato da un anonimo furgoncino bianco, non accenna a defilarsi lasciando il gentile camionista, improvvisatosi musicista, ad allietarci con tutto il suo repertorio. Che angelo!
Mi sa che dovrò rinunciare al mio pomeriggio di relax - penso. Leggermente tesa, abbandono il soffice sofà e me ne vado in cucina a cercare qualcosa di commestibile. Devo ancora capire bene come funziona il legame tra nervosismo e fame atavica ma e’ un meccanismo che si innesta frequentemente. Aprendo il frigorifero oltre a adocchiare il mio target, lo yogurt greco, noto una scatoletta di plastica di cui mi ero totalmente dimenticata da un pezzo. Oibo’! Delle uova, delle fragili uova di media misura, abbandonate lì senza nessun progetto futuro.
Splash!
Bersaglio colpito al primo tiro.
Sul cofano caldo, l’amico impaziente dall’aplomb inglese ha ora la possibilità di fare colazione con un bell’uovo al tegamino. E non parlo di uova comuni, ma che scherziamo! No, trattasi di uovo biologico accertato, prodotto da polli ruspanti che scorazzano liberi nell’aia, beccando erbetta e grano saraceno, con tanto di marchio e certificato d’origine. Roba di lusso.
Ora, viste le sue nobili origini e il ciclo di studi a fianco del principe William, posso dirvi che non ha apprezzato il “colpo di spirito” che ha colpito il suo mezzo e soprattutto la sua sensibilità. Mentre il furgoncino bianco ripartiva sgommando, il bisonte in canottiera ha espresso tutto il suo rammarico sulla faccenda enunciando un vasto repertorio di obiezioni appreso durante il suo soggiorno ad Oxford e rimettendosi al clacson ma finalmente lasciando la zona.

6 Comments:

Anonymous Oby81 said...

Ho solo due cose da dire. La prima è: Nonostante in ogni tuo post critichi la società americana, alla fine del suddetto mi trovo puntalmente a provare invidia per il tuo stile di vita...è più forte di me! Certo devo dire che i camionisti hanno temperamento uguale in tutto il mondo..forse passano tutti obbligatoriamente dalla stessa università, W Oxford! :) La seconda cosa che voglio dire è: Ma te l'hanno già dato il premio Pulitzer? O magari il premio Strega? Non sto scherzando, probabilmente sei ex manager di una casa editrice o di uno studio giornalistico, il tuo modo di scrivere oltre che essere originale ed impeccabile, mi lascia sempre con la faccia sulla scrivania piegato dalle risate :>

1:27 PM  
Anonymous Paolo said...

Secondo me ne sei rimasta affascinata. Magari la sua infinita capacità comunicativa avrebbe potuto conquistarti!!

4:22 PM  
Blogger Nikita said...

oby81: lo scopo di questo blog e' inoculare il virus della risata. Noto con grande piacere che si sta diffondendo.
Ad ogni modo, no, niente premi letterari ma sono arrivata seconda ad un torneo di tiro con l'arco in un villaggio Valtur.
Parlando di aziende, il piu' delle volte cercano di inserirti in un contesto per il quale non hai ne' titoli di studio ne' esperienza nel settore in modo che in caso di tagli alle spese possono facilmente espellerti. Non piacendomi l'improvvisazione, ho lasciato quel fantastico mondo di pirla.
paolo: gia', assieme all'uovo gli ho tirato anche il mio numero di telefono.

6:34 PM  
Anonymous Paolo said...

Cara Nikita, ho il sospetto che tu sia la classica ex donna in carriera piena di fascino ed ironia. Quasi quasi mi candido come tuo corteggiatore incallito!

2:32 AM  
Anonymous Felson said...

Scusa l'OT, ma mi sono ricordato che qui stanotte, poco dopo l'1, saranno le 01.02.03 del 04.05.06. (ritornando a quel vecchio discorso...)

1:25 PM  
Blogger Nikita said...

paolo: Grazie per i complimenti ma penso che rimarresti deluso.
felson: daro' un'occhiata all'orologio quando qui sono le 7.02.03 p.m. per ricordare l'evento.

4:53 PM  

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