COMMESSE
Nella maggior parte dei casi, si tratta di geni, sfortunatamente incompresi. Innamorate della loro professione, non vedono l’ora di ritirarsi nel retrobottega o nel bagno per acculturarsi, abbandonandosi alla lettura di “Star”, “ABC Soaps” e “In Touch” tanto per restare aggiornate sulla tonalità di biondo di Jessica Simpson e le performance erotiche, online, di Paris Hilton. Alcune hanno fisici mozzafiato mantenuti a forza, saltellando sullo step e un grazioso faccino dai tratti brachicefalici con lineamenti molto simili a quelli di un toporagno incrociato con un orango del Borneo che confermano, ancora una volta, le teorie di Darwin.
La maggioranza sfoggia, invece, un fisico piuttosto in carne che ama esporre al pubblico le falde adipose, con la stessa consistenza di un flan di verdure, che straboccano da estrosi pantaloni a vita bassa dai quali, sul retro, sbuca il perizoma brasiliano che lascia intravedere gli efferati effetti surreali della cellulite edematosa, nella speranza di sedurre esemplari di maschi devastati dall’astinenza forzata.
Ricche di iniziativa, hanno una carica grintosa nell’approcciare il cliente simile a quella di una rana lessa. Dotate di un eloquio estroverso e vivace, rispondono a monosillabi ma dimostrano un gioioso interesse verso le chiamate che ricevono al cellulare, mettendo, con un eccesso di zelo, il cliente in stand by per alcune ore.
Parlano con verve…
“ What the f..k you want?”
e hanno sempre un contagioso buon umore come di un pastore tedesco che ha contratto la rabbia.
Questi esseri sono entrati a far parte delle tradizioni e dell’arredamento dei punti vendita.
Ogni cultura ha i suoi punti forti.













