MOMENTI DI STASI
Non so che dire ma l’estate (in realtà proprio oggi e’ il solstizio d’estate) mi ha gettata nel torpore creativo. Sono in pieno letargo estivo. Mi e’ venuto il sospetto che sia colpa dell’aria condizionata. Credo che il trascorrere la giornata in compagnia di questi delicati e salubri getti di aria gelata, abbia provocato l’ibernazione del cervello e di conseguenza l’inibizione delle facoltà intellettive, nonché una serie di torcicollo a catena che mi donano l’elegante andatura di Frankenstein a cui e’ piovuto un incudine sulla testa.
Il trattamento anti-age inizia con l’entrata in metropolitana al mattino, trasformata, per inaugurare la stagione estiva, in un igloo con temperatura costante tra i -3° e i -7° gradi. Gli uffici sono essenzialmente degli obitori e i ristoranti delle piacevoli caverne.
Esposta continuamente al tepore della tramontana, mi ritrovo con una specie di sonnolenza endemica irreversibile.
L’agilità’ mentale e’ direttamente proporzionale alla velocità di rotazione di Plutone.
L’espressione più sveglia che ho dopo le 9 di sera e’ quella di una trota salmonata estratta dal surgelatore. La vita che pulsa in strada mi arriva come un frammentario flusso, intermezzato da lunghe ponate sul divano, che hanno come risultato finale quello di fare del mio collo uno scoobydoo, stritolato da una morsa a tenaglia in grado di alimentare incubi da film horror, del tipo sognare le sopraciglia di Frida Kalo. Poi, molto spesso, ricado in uno stato di trans dilatato da una profusione molecolare e mi sveglio con l’arrivo degli amici del pulito con le macchine a tutto gas e in fase di triturazione mentre e’ in atto la corsa ad ostacoli per cassonetti e contenitori per il riciclo.
Perciò scusate la carenza di interventi. Spero che la situazione migliori con il sole allo zenit nel tropico del cancro.
Labels: sonnolenza, stasi letteraria, torpore













