L'ARTE DELLA CRAVATTA

Dunque, giro l’angolo e sono in Cornelia street, viuzza tranquilla del Village. Ristorantini, qualche personaggio il cui gusto in fatto di vestire lascia qualche buco nero di perplessita’. Del tipo che la tizia che ho incrociato, non ho ben capito se era scappata da un circo o da un manicomio ma girava con un paio di scarpette con i lacci bianche a pois rossi, i calzerotti di Pippi calzelunghe, la t-shirt di Totti da supercoppa superbamente portata sotto il bolerino del torero Camomillo e la capigliatura delle erinni quando si alzano di cattivo umore. Sorvolando sullo spiacevole episodio, vi racconto dell’art-show a sorpresa. 
Lasciatami alle spalle l’icona dell’eleganza, mi trovo a sbattere il naso contro delle cravatte giganti, che penzolano dalla serranda di un locale chiuso. Sapevo che l’uomo più alto del mondo e, colgo l’occasione per suggerire all’organizzazione del guiness dei primati di eleggerlo a pieni voti anche come il più brutto del mondo, si era appena sposato ma non avevo avuto notizia del suo sbarco a New York. Un individuo in camicia da profugo e bermuda si affaccenda su di una scaletta e continua ad appendere i cravattoni. Lo avvicino:
- Scusi, ma lei non ce l’ha un armadio in casa?
L’uomo mi spiega che si tratta di un’ esposizione. Le cravatte sono le sue opere e sono pure in vendita: prezzo medio tra $ 1200 e $ 1500.
- Ah, ecco mi sembrava si trattasse di arte.
- Surrealismo – ribatte lui
Intanto lui, l’artista si muove come un furetto e monta la sua “personale”. Cravatte fatte di materiale riciclato, di jeans, di tessuto per tappezzeria, di sacchi di iuta e poi dipinte o decorate con oggetti suggeriti dal delirio.
Mentre mi racconta, dall’alto della sua scaletta, i retroscena di ogni singolo pezzo, io ho in mente un'unica domanda:
- ma tu, da che estetista vai?
Vi giuro che io due gambe depilate alla perfezione come quelle non le avevo mai viste, lisce come il ghiaccio, come un foulard di seta…una cosa che mi ha fatto morire dall’invidia poiché, a me, manco se passate su una fiaccola accesa, vengono due gambe così.














