SORPRESA ALLA FINESTRA
E’ mattino. Quasi presto. Ecco, insomma non e’ che e’ l’alba, però il sole non e’ ancora allo zenit.
Ho trovato la sveglia fracassata sul comodino. Chissà perché? Deve essere stato quel movimento maldestro del braccio. Ho un vago ricordo dell’accaduto. Rammento solo che tutto d’un tratto un rumore importuno si e’ messo a stuzzicarmi il timpano e poi…un tonfo e…il buio e…Freud che si fumava un cubano. Tutto qui. Poi mi sono svegliata con la vitalità di un bradipo che si e’ fatto una canna.
Mentre galleggio in un tempo parallelo, apro le finestre e mi trovo un tizio con indosso la maschera di Jason sulla scala antincendio che dipinge l’inferriata. Fa un cenno di rassicurazione e poi si leva il travestimento: la testa e’ un’informe massa tonda ricoperta da una matassa di stoppa corvina dalla quale spuntano due occhi, come due fessure, dall’espressione intensa di un bue con l’Alzheimer. Nel centro, sotto agli occhi infossati, un naso schiacciato e comedonoso che ricorda quello di un carlino, praticamente un essere orrendo.
Mi saluta. Sorride e io penso: ma va, rimettiti quella maschera va! Questa e’ insensibilità bella e buona ai danni del gusto estetico.
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