Sunday, July 01, 2007

iPHONE


Eccomi a voi con alcune strazianti foto scattate il giorno dell’iDay, mentre si procedeva al conto alla rovescia in attesa della messa in vendita del tanto chiacchierato iPhone. Sono le 9.00 del mattino. Davanti il punto vendita Apple sulla 5° c’e’ un fermento da serata degli Oscar. I fan del marchio con la mela bivaccano da giorni dietro alle barricate, sistemate tutt’intorno in attesa dell’ora X. Siamo al vero e proprio stato d’assedio.

C’e’ chi ha piantato la tenda di Winnie The Pooh sul marciapiede ed e’ pronto a lanciarsi all’attacco, chi per comodità si e’ portato un bel materasso a due piazze, che poi se ci scappa una sveltina con qualche sventolona in coda, non e’ neanche tempo perso.

Per il repentino abbassamento della temperatura, gli arditi conquistatori delle prime posizioni sono tutti infagottati in coperte di pile e cerate e attendono con pazienza di fare l’acquisto agognato. Una svaporona, con un prendisole turchese e i capelli ossidati dai tubi di scarico delle vetture che circolano 24 su 24, ammazza il tempo facendo bolle di sapone dopo aver esaurito le sue capacità intellettive nella lettura di Life Style, altri soggetti con le occhiaie di Nosferatu si dedicano ad attività artistiche, come la pittura sulla carta oleata riciclata dall’imballo dei panini e meditative nella posizione del ciabattino indiano.

Flash, Zoomate, cineprese, i media sono già all’opera. Speaker laccatissimi in giacca e cravatta, ricoperti da strati di terra di siena e capelli gelatinosi, si lanciano nelle interviste più spietate.
- Come ti chiami?
- Da quanti giorni sei qui?
Nancyyyyyyy! Levami sto lucido dalla fronte, ue’, che mia mamma mi sta guardando.

La fila si snoda attorno all’isolato tra la 58° e la 59° e si allunga di minuto in minuto.
I turisti scattano foto, le guardie giurate si annoiano. Steve Jobs si sente molto vicino a Dio.








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Sunday, April 15, 2007

TIPI METROPOLITANI


Per i turisti esigenti e attenti alle avanguardie del turismo, per quelli che non sopportano i viaggi organizzati e vogliono saggiare il vero spirito della città che li ospita, e’ nato Tipi Metropolitani, il nuovo network di Zapnet.
Sotto la voce New York, potrete e se ne avete voglia, riscorrere alcuni post di Nikita.
Tipi Metropolitani non e’ solo Big Apple ma e’ un insieme di capitali delle quali si possono trovare spunti e notizie interessanti.
Grazie a Tipi Metropolitani, Nikita e’ stata citata anche su Panorama. Per chi ne avesse voglia, può leggere l’articolo qui. E’ un articoletto veloce e piacevole specie per chi sta già meditando sulle vacanze.

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Monday, March 26, 2007

TRADER JOE'S


Circa un anno fa apriva nella mitica Grande Mela Trader Joe’s, una sorta di supermercato scapigliato diventato subito un luogo di culto per i mistici, gli olistici, i praticanti di yoga Kundalini, gli incantatori di serpenti e tutti quelli votati al cibo “sano” e sensibili al prezzo proletario.
Diretto concorrente di Whole Foods Market, indiscutibile tempio del cibo biologico ma anche no, biblico monumento del palato raffinato e la tasca danarosa, Tj’s lotta per la supremazia battendosi con forza e coraggio in un ambiente spartano e frizzante, ammaestrando la truppa ad usare tattiche psicologiche, come il buon umore e la gentilezza per sfiancare l’avversario che ribatte con prodigiosi effetti speciali, tra i quali mi sento in dovere di segnalarne uno in particolare, poiché assolutamente fondamentale e necessario per la salvezza del paese: il display che rumoreggia e lampeggia nell’annunciare ai pellegrini in coda alle casse il loro turno.
Intanto la sfida continua a colpi di strategie sofisticatissime: Whole Food ha raggiunto un assortimento di prodotti in grado di soddisfare i gusti dei Marziani e coloro che hanno le papille gustative interrotte, all’angolo opposto Tj’s offre assaggini di torta di mele di nonna Papera surgelata e limonata.

Orbene, svincolata da ogni interesse personalistico o di parte, io vado a fare la spesa un po’ dove capita. L’altro giorno sono andata in visita da Tj’s con la mia borsetta di canapa indiana e interno in camoscio, per l’acquisto oculato di generi alimentari. Posso dirvi con estrema franchezza che di cibo “sano” ne ho visto ben poco. E’ stato difficile riuscire a trovare della frutta che non fosse ricoperta da una colata di cioccolato e reperire ortaggi che non fossero stati ridotti a fettine sottili, fritti, salati e infilati in una bustina di cellophane spesso e frusciante. Ho sguazzato per un po’ tra i surgelati ma poi ho rinunciato per mancanza di data di scadenza sulla confezione. In compenso mi sono impossessata di alcuni pezzi di “Filet Mignon” della Nuova Zelanda oscenamente squisito e ho fatto scorta di “Mochi” il gelato del Samurai, prodotto a Los Angeles ma tipico del Sol Levante: saporite palline di gelato al mango avvolte in pastella di farina di riso. Dal momento che, il mio portamonete non e’ stato oggetto di rapina, come normalmente accade quando si va al supermercato, penso che ci ritornero’.

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