iPHONE

Eccomi a voi con alcune strazianti foto scattate il giorno dell’iDay, mentre si procedeva al conto alla rovescia in attesa della messa in vendita del tanto chiacchierato iPhone. Sono le 9.00 del mattino. Davanti il punto vendita Apple sulla 5° c’e’ un fermento da serata degli Oscar. I fan del marchio con la mela bivaccano da giorni dietro alle barricate, sistemate tutt’intorno in attesa dell’ora X. Siamo al vero e proprio stato d’assedio.
C’e’ chi ha piantato la tenda di Winnie The Pooh sul marciapiede ed e’ pronto a lanciarsi all’attacco, chi per comodità si e’ portato un bel materasso a due piazze, che poi se ci scappa una sveltina con qualche sventolona in coda, non e’ neanche tempo perso.
Per il repentino abbassamento della temperatura, gli arditi conquistatori delle prime posizioni sono tutti infagottati in coperte di pile e cerate e attendono con pazienza di fare l’acquisto agognato. Una svaporona, con un prendisole turchese e i capelli ossidati dai tubi di scarico delle vetture che circolano 24 su 24, ammazza il tempo facendo bolle di sapone dopo aver esaurito le sue capacità intellettive nella lettura di Life Style, altri soggetti con le occhiaie di Nosferatu si dedicano ad attività artistiche, come la pittura sulla carta oleata riciclata dall’imballo dei panini e meditative nella posizione del ciabattino indiano.
Flash, Zoomate, cineprese, i media sono già all’opera. Speaker laccatissimi in giacca e cravatta, ricoperti da strati di terra di siena e capelli gelatinosi, si lanciano nelle interviste più spietate.
- Come ti chiami?
- Da quanti giorni sei qui?
Nancyyyyyyy! Levami sto lucido dalla fronte, ue’, che mia mamma mi sta guardando.
La fila si snoda attorno all’isolato tra la 58° e la 59° e si allunga di minuto in minuto.
I turisti scattano foto, le guardie giurate si annoiano. Steve Jobs si sente molto vicino a Dio.
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