Thursday, April 19, 2007

IN ATTESA DELLA BELLA STAGIONE


Dal momento che qui siamo ancora fermi all’era glaciale, pensavo di farmi una granita. Mi e’ quasi sembrato di vedere un esercito di pinguini avanzare marciando al passo dell’oca, capitanati da un enorme San Bernardo. Non so, forse si tratta solo di allucinazioni, i primi segni dell’ipotermia, va da sé che sono momenti che non lasciano grande spazio al buon umore. Dopo il diluvio universale che mi ha vista transitare nel mio appartamento a bordo dell’arca, condizione resasi necessaria visto l’eccesso di zelo, con cui due mesi fa e’ stata portata a termine un’azione faraonica di rifacimento del tetto di tutto il palazzo, la pioggia torrenziale si e’ fermata e ha lasciato nell’aria una cappa grigia impenetrabile che fa dubitare sull’alternarsi del giorno e della notte. In queste condizioni primaverili, tra il gorgheggio della sirena dell’ambulanza e un concerto per solo clacson, sponsorizzato dal camioncino dell’UPS parcheggiato in mezzo alla strada, me ne sto a guardare dalla finestra, con l’attività’ celebrale in stand by, mentre sorseggio un caffè che sa di terriccio e di muschio. Non che ci sia niente di interessante lì fuori, a parte l’ingorgo, ma forse le immagini in movimento leveranno un po’ del torpore dalle mie stremate cellule celebrali. Trangugio. Osservo. Un tizio sta correndo sul marciapiede oops…un momento…ha le scarpe in mano e…indossa solo un paio di mutande e una t-shirt. Dietro di lui una cinese scoppiettante di risate che lo segue con l’ombrello in mano.
Good Morning New York!

Labels: , ,

Friday, March 16, 2007

RECESSIONE


Dopo l’entrata in vigore dell’ora legale la scorsa domenica e cinque giorni a 15º gradi, mi ero tranquillamente messa in modalità buon umore, nell'attesa che gli irundinidi decretassero l’arrivo della bella stagione. Avevo già riposto il paraorecchie di coniglio nano nella scatola targata “stagione invernale” e mi apprestavo a rinfrescare il guardaroba estivo, dedicandomi a lunghe battute di laundromat ed effervescenti gitarelle tra i negozi di tendenza del Lower East Side e Soho, quando, rientrando a pomeriggio inoltrato verso la magione mentre mi crogiolavo all’idea di levarmi al più presto le odiatissime calze collant, venivo violentemente investita da una inimmaginabile irruzione di aria polare che non faceva presagire nulla di buono e mi brinava la punta del naso. Rientrata a casa, brutalmente avvizzita dalle bordate prepotenti del ricomparso inverno, scoprivo con doloroso sconcerto che la città stava per essere travolta da una tardiva colata di neve (allego ampia documentazione dell’evento – vedi foto).

Mi sento, pertanto, di dirvi che non sono particolarmente di buon umore e dopo aver controllato le previsioni del tempo mi sento completamente esonerata dall’uso di un linguaggio decoroso.







.

Labels: ,